METALLI PESANTI IN ODONTOIATRIA:POSSIBILI INTERFERENZE CON I PROCESSI BIOLOGICI PDF Stampa E-mail
Dell Dott. Volfango Perotti – Odontoiatra Omotossicologo e Della Dott.ssa Marilina Piscolla – medico omeopata

L’Intossicazione cronica da metalli pesanti riveste una notevole importanza; i metalli pesanti presenti negli alimenti, farmaci, cosmetici, ma principalmente nei materiali dentali, possono causare quadri clinici complessi alla cui evidenza concorrono fattori costituzionali e ambientali.
Diagnosi e terapia non si prefiggono solo di “eliminare” i sintomi ma di valutare la reattività, la capacità residua di autodetossificazione e la necessita’ di sostenere organi e funzioni.
La rimozione “protetta” di tali materiali riveste un ruolo centrale.

Parole chiave:
-amalgama
-mercurio
-leghe odontoiatriche
-intossicazione cronica
-omotossicologia
-rimozione controllata

Inquadramento Omotossicologico

Ai fini diagnostici di numerose patologie, il rilevamento della presenza di metalli nell’organismo riveste notevole importanza. Nella valutazione di diversi quadri clinici gli effetti da intossicazioni da metalli pesanti sono spesso trascurati. Tra le intossicazioni croniche da metalli pesanti particolare attenzione va riservata a quella da Mercurio, Hg, la cui origine dipende da fattori alimentari, iatrogeni, cosmetici e soprattutto dalle otturazioni dentali in amalgama.

Lo studio delle intossicazioni croniche da metalli pesanti, senza una adeguata valutazione dell’individuo in esame conduce ad un inquadramento errato della sua problematica.

La diagnostica non e’ rivolta solo ai sintomi bensì mirata all’inquadramento del paziente per valutarne lo stato e la capacità reattiva; la terapia deve essere mirata ad eliminare o ridurre i fattori inquinanti e a drenare e disintossicare con intervento di sostegno agli organi ed alle funzioni alterate.

La rimozione delle otturazioni in amalgama e/o di protesi riveste un ruolo fondamentale; questo intervento deve essere attuato previa “protezione” del paziente prima, durante e dopo gli interventi stessi; il ruolo terapeutico farmacologico determinante spetta al protocollo omotossicologico rivolto ai tre componenti organici : cellulare, mesenchimale, emuntoriale; la rimozione, eseguita da odontoiatra esperto, deve essere effettuata in una unità odontoiatrica allestita allo scopo e ben ventilata con protezione del paziente “alla poltrona”; i materiali di sostituzione, testati (E.A.V.).

Galvanismo in Odontoiatria

Nel contesto di una Medicina Ecologico-Ambientale ad ampio respiro non si può non parlare dell’effetto dei materiali odontoiatrici per otturazioni dentali, protesi, ortodonzia ed implantologia a causa della presenza di metalli tossici, tutti pericolosi ed indiziati nel meccanismo di insorgenza di intossicazioni croniche e malattie degenerative.
Da un canto, la presenza contemporanea di più metalli tossici all’interno del cavo orale forma una sorta di meccanismo a batteria (effetto galvanico), con produzione di ioni, ovvero di vere e proprie correnti elettriche spesso responsabili dell’alterazione del Ph della bocca facilitando l’insorgenza di nevralgie, emicranie, cefalee e la proliferazione di ceppi microbici differenziati.
L’effetto galvanico realizzato nella bocca, combinato con gli abbassamenti del valore del Ph salivare e con la migrazione di ioni, induce una maggiore suscettibilità a contrarre infezioni di tipo micotico (candida albicans) e parassitarie del cavo orale, delle adenoidi e tonsille (otiti ricorrenti, adeniti sottomandibolari, ecc..)

L’effetto elettrogalvanico produce un campo elettromagnetico che provoca situazioni perturbanti per tutto l’organismo, sia attraverso i canali energetici connessi agli odontoni (l’insieme delle strutture del dente e della porzione di osso alveolare corrispondente), sia attraverso uno stimolo irritativo del sistema di regolazione di base con l’attivazione dell’asse ipotalamo ipofisi, cascata ormonale ed immunitaria (PNEI).
Patologia da “accumulo”
Dall’altro, i metalli tossici, liberati dalla corrosione di materiali odontoiatrici, che l’organismo non è in grado di eliminare fisiologicamente a causa di un eccesso di accumulo anche dopo decenni dalla esposizione o di un “ingorgo” o “collasso” degli organi emuntori preposti allo “smaltimento”, vanno a depositarsi negli organi-bersaglio specifici per ognuno. E’ il caso del Mercurio (HG) che si localizza a livello del Sistema Nervoso Centrale, con un danno immediato imputabile all’azione perturbante la funzione elettrica della cellula nervosa ed un danno a lungo termine interessando i tessuti mielinici.
Sempre a proposito del mercurialismo, ci sono persone che ne soffrono poco dopo aver messo le amalgame, in altri i sintomi compaiono dopo mesi; il quadro sintomatologico è vario e diversificato; tale varietà di sintomi spesso costringe la persona a consultare diversi specialisti per anni senza addivenire ad una soluzione del problema; spesso queste persone vengono etichettate come pazienti “ipocondriaci”, il mercurio, infatti, può dare sintomi di confusione mentale, depressione, istinti suicidi.

Oltre al Mercurio,i metalli più utilizzati in Odontoiatria sono:
argento(Ag), rame(Cu), Stagno(Sn), Zinco(Zn), Cadmio(Cd), Nickel(Ni), Cromo(Cr), Berillio(Be), Piombo (Pb), Palladio (Pd), Platino(Pt), Oro(Au), Titanio(Ti), tutti presenti in combinazioni di diverse leghe odontoiatriche.

I sintomi da tossicità possono essere locali e sistemici. A livello locale: bruciore della lingua, sapore metallico, disfagia, colorazione bluastra della mucosa orale in prossimità della lega metallica (tatuaggio), nevralgie facciali e del trigemino, pulpiti e parodontiti.
A livello sistemico, gli ioni mellallici liberati dalla corrosione delle leghe, per effetto termico ed elettroforetico, raggiungono il tratto gastrointestinale ed attraverso la mucosa raggiungono la via ematica e linfatica potendosi localizzare in organi anche molto lontani dalla cavità orale generando una grande quantità di sintomi generici come: disbiosi intestinale con alvo alternato, alterazione del ritmo cardiaco, ansia, stanchezza cronica, invecchiamento precoce, immunodepressione e sintomi specifici di patologia d’organo.

Patologie come dermatiti ed eczemi, psoriasi e patologie degenerative della cute ad etiologia sconosciuta, possono essere riferite al ruolo che i metalli pesanti svolgono, a causa del notevole aumento del loro utilizzo.
Come fare diagnosi
E’ possibile rilevare la presenza di metalli tossici nell’organismo attraverso l’analisi dei fluidi corporei: saliva, sudore, urine (metaltest) e sangue (melisa test); attraverso la biopsia del capello (mineralogramma); attraverso test di cutireazione positiva; con materiali e sostanze ad uso odontoiatrico; attraverso test di misurazione elettrica (amalgamo metro ed elettroagopuntura).
L’intervento terapeutico nell’ambito di queste patologie non può prescindere dalla rimozione dei materiali tossici mediante protocollo di protezione alla poltrona, farmacologico ed alimentare e sostituzione con materiali metal free la cui biocompatibilità viene testata preventivamente ad personam..

L’argomento è molto vasto ed intessante, merita approfondimento che sarà possibile nell’incontro “L’uso dei metalli pesanti in Odontoiatria quali causa di Patologie Sistemiche e le alternative” che terremo nel Salotto dell’Ass. Le Vie della Salute presso il Bioshop via Cortonese, 66 Perugia giovedi’ 30 aprile alle ore 18,00.





 

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