NOTE SUL ROSSO... IN MEDICINA PDF Stampa E-mail
 a cura di Francesco Tullio

[1] http://www.anagen.net/licopene.htm
"...Il licopene, un carotenoide è contenuto nei pomodori e nel melone. ..."
http://www.anagen.net/pomodoro.htm
"...Tra i pigmenti predominano i carotenoidi, in particolare il licopene (rosso), 87%, e il β-carotene (giallo), 7%. Il licopene possiede una spiccata azione antiossidante e da studi condotti in laboratorio, si è visto che rallenta la proliferazione di cellule tumorali in vitro e in animali da laboratorio. Indagini epidemiologiche, hanno confermato la diminuzione della mortalità per tumori alla prostata... in uomini in età senile e presenile che per decenni sono stati forti consumatori di pomodori e derivati. Quanto a contenuto di licopene, bisogna riconoscere al pomodoro il primato, essendo l’unico alimento, soprattutto quando è maturo, a contenerne elevate percentuali (tracce sono presenti nel melone....): 11mg/100 g nella polpa e 54 mg/100 g nella buccia che però è meno biodisponibile nel prodotto crudo o poco cotto, infatti la cottura, indebolendo le fibre di cellulosa, rende il licopene più facilmente utilizzabile dall’organismo, seppure degrada gran parte della vitamina C che..."
"...il licopene è il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti gialli e rossi caratteristici di alcuni frutti e verdure. Nel pomodoro si trova maggiormente nella parte più esterna del mesocarpo (buccia), ..."
"...Dove si trova il Licopene:
Se consideriamo il contenuto di licopene nei vari cibi, il pomodoro è sicuramente l'alimento principe. Altre fonti minori sono rappresentate da vegetali come pompelmi rosa, arance rosse, carote, albicocche e cocomeri. L'assorbimento di licopene è facilitato da:
1. Cottura dei cibi: causandone la rottura della struttura cellulare, aumenta anche l'assorbimento del licopene. I prodotti trattati termicamente hanno, dunque, una maggiore quantità di licopene disponibile rispetto al prodotto fresco.
2. Il grado di maturazione e l’ambiente in cui il pomodoro viene coltivato: influenzano in modo significativo la presenza della sostanza nel frutto.
Alla luce di tutti questi elementi, il massimo assorbimento di licopene si ha per esempio consumando una pizza con pomodorini maturi... Al contrario mangiando un’insalata di pomodori verdi l'assorbimento di licopene sarà inferiore. Un ottimo metodo per valutare la presenza di questa sostanza in un frutto è quello di valutarne la colorazione. Per esempio nel pomodoro, tanto più si avvicina al rosso intenso e tanto maggiore sarà il contenuto di licopene..."
http://www.igppachino.it/c_salutistiche....
"...Il Licopene e' il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti gialli e rossi caratteristici di alcuni frutti e verdure, quali per esempio il cocomero, l'albicocca, il pompelmo rosa, l'uva e la papaia. Nel pomodoro il Licopene si trova maggiormente nella parte piu' esterna del mesocarpo,.."
http://it.wikipedia.org/wiki/Endocarpo
"...L'endocarpo è la porzione più interna nei frutti carnosi, cioè quella che racchiude il seme. Insieme all'epicarpo (che costituisce la "buccia" del frutto) e al mesocarpo (che comprende i tessuti situati tra epicarpo ed endocarpo) costituisce il frutto (o pericarpo) carnoso...."
http://it.answers.yahoo.com
Al contrario di molte vitamine e minerali l'assorbimento del licopene aumenta all'aumentare della temperatura. Anche altri fattori come il grado di maturazione e l'ambiente in cui il pomodoro viene coltivato influenzano in modo significativo la presenza della sostanza nel frutto.

[2] Le ciliegie non sono solo buone (Redazione-Ministerosalute.it-giugno2002)
[ http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdNews.jsp?id=140&area=ministero&colore=2]
Una dieta ricca di ciliegie e di prodotti derivati, secondo uno studio dalla Michigan State University, può ridurre gli attacchi di cuore e le malattie cardiovascolari; si è riscontrato, inoltre, che gli antociani, presenti nella composizione di questi frutti, oltre ad essere responsabili della loro colorazione rosso-arancio, svolgerebbero anche un'azione analgesica simile a quella dell'aspirina. Gli effetti terapeutici delle ciliegie non finiscono qui: ricche di potassio, calcio e ferro, sono ottime per reintegrare i sali minerali che perdiamo durante l'estate; aiutano a ridurre l'ipertensione perché sono leggermente lassative e diuretiche; sono fonte di vitamine A e C.
Per finire, anche la dieta se ne avvantaggia: 100 grammi di ciliegie forniscono solo 38 calorie, con un medio apporto di zuccheri e proteine.
Da maggio a luglio, quindi, approfittiamo di questi frutti che, oltre a soddisfare il gusto, hanno un benefico effetto sulla salute. Da…

 [2 bis][Da http://it.geniuscook.com/ciliegia/]
La ciliegia è il frutto, prodotto dal Ciliegio dolce, “Prunus Avium”, albero appartenente alla famiglia delle “Rosacee” originario dell’Asia minore, attuale territori asiatico della Turchia da dove si è poi diffuso in tutta l’Europa dove esistono anche ciliegi selvatici. Il legno di questi alberi è di ottima qualità ed è molto utilizzato dagli artigiani mobilieri. La ciliegia è una bacca carnosa e succosa con pelle sottile, liscia, lucente, il colore di questo frutto squisito varia dal giallo-rossiccio della varietà “Graffione del Piemonte” al rosso cupo del famosissimo “Durone di Vignola (MO)”.
Come alimento le ciliegie si consumano fresche, nel periodo ottimale che inizia nel mese di maggio e finisce nel mese di luglio, oppure per la preparazione di marmellata.
Negli USA dai noccioli si produce un olio alimentare. Altro utilizzo della ciliegia fresca è la conservazione in alcool puro per poi consumarle nei periodi freddi dell’anno (2-3 in un bicchierino con un pò del loro alcool).
In Francia nella regione dell’Alsazia, della Lorena, nella Foresta Nera e nei Vosgi con la compressione e distillazione delle ciliegie scure si ottiene il “Kirsch” un tipo di acquavite a contenuto alcoolico del 55%.
L’utilizzo classico è quello del consumo delle ciliegie fresche come frutta oppure con altri frutti in saporitissime macedonie a chiusura dei pasti principali, al mattino come prima colazione o, in sostituzione del pranzo.
Numerose sono le proprietà terapeutiche della ciliegia grazie alle sostanze in essa contenute che sono :
vitamina A, vitamina C;
fibre solubili; acido malico; carotene; flavonidi;
antociani che sono polifenoli (pigmenti colorati) con le stesse proprietà dell’aspirina;
calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, sodio;
Proprietà terapeutiche:
Antiossidante (ritarda l’invecchiamento delle cellule);
riduzione delle probabilità di malattie cardiovascolari (avendo una dieta ricca di ciliegie e derivati);
eliminazione del radicali liberi, per effetto dei flavonidi;
prevenzione anticarie, per effetto delle sostanze contenute nella pelle delle ciliege;
antirughe per l’effetto tonificante che genera sulla pelle del viso e del collo;
anticoagulante, antireumatico, antiartritico per effetto dei polifenoli antociani;
cura dei disturbi renali e della gotta per il suo potente effetto depurativo, rimineralizzante;
disintossicante, lassativo;
rimedio per artrite, calcolosi, cistite, preparando un decotto utilizzando i peduncoli essiccati.
Nota a margine: Consumando, a digiuno, 25 ciliege al mattino ogni giorno si avrà un benessere generale e un’ottima prevenzione antistress.


[3] E296: Acido malico
L'acido malico è un acido naturale presente in molti frutti e molte verdure. Pare faccia parte del processo metabolico di ogni cellula vivente, ma attenzione, il prodotto commerciale è ottenuto attraverso sintesi chimica !!!!!! Viene usato come acido, composto aromatizzante e stabilizzante di colore nei succhi di mela e di uva.
Ma nei neonati non è permesso il suo uso a concentrazioni elevate poiché nei bambini piccoli manca la capacità di metabolizzare grandi quantità di acido malico.

[4] Gli antociani [http://it.wikipedia.org/wiki/Antociano]
(dal greco anthos = fiore, kyáneos = blu) o antocianine sono una classe di pigmenti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi.
Le antocianine sono tra i più importanti gruppi di pigmenti presenti nei vegetali, e si ritrovano nei fiori e frutti così come negli arbusti e nelle foglie autunnali. Il colore delle antocianine può variare dal rosso al blu e dipende dal pH del mezzo in cui si trovano e dalla formazione di sali con metalli pesanti presenti in quei tessuti. Ad esempio, la cianina costituisce il colore di alcune dalie e del fiordaliso.


fiore di fiordaliso.
Le antocianine sono presenti, seppur con diverse quantità, in quasi tutte le piante superiori (ma non nel cactus e in altre ancora), e si trovano specialmente nei frutti e nelle infiorescenze, ma si possono riscontrare anche su foglie e radici, molto spesso insieme ad altri pigmenti quali carotenoidi e flavonoidi. Insieme sono responsabili della colorazione delle foglie delle piante caducifoglie in autunno, quando la fotosintesi si interrompe così come la produzione di clorofilla.
Le antocianine svolgono un ruolo importante anche in piante giovani o con getti nuovi, proteggendole dai raggi ultravioletti quando la produzione di clorofilla e di cere non è ancora iniziata. A questo punto anche l'intera pianta può assumere una colorazione rosso-brunastra (come ad esempio i nuovi getti di rose in primavera), che si riduce man mano che la produzione di clorofilla inizia.
La produzione e la quantità di questi pigmenti dipendono dal tipo di pianta e da altre condizioni esterne quali natura del suolo, temperatura e luce. Alimenti ricchi in queste sostanze sono il ribes, la ciliegia, il cavolo rosso, l'uva, la fragola, il sambuco e le bacche in generale. Altri alimenti in cui gli antociani sono presenti, seppur in minor quantità, sono la banana, l'asparago, il pisello, la pera e la patata. La colorazione di tali sostanze è così forte da mascherare spesso gli altri pigmenti.
Le antocianine sono presenti esclusivamente in piante superiori, e non si riscontrano in animali, microorganismi o piante acquatiche. Il motivo è che la biosintesi di queste sostanze richiede materiali originati solamente attraverso la fotosintesi e richiede una relativamente elevata intensità luminosa che non può essere raggiunta sott'acqua.
Funzioni: Le antocianine hanno diversi compiti. Grazie al loro potere antiossidante, proteggono le piante dai danni causati dalle radiazioni ultraviolette, assorbendo luce di una determinata lunghezza d'onda. Infatti in caso di esposizione a grandi quantità di radiazioni UV, la loro produzione aumenta immediatamente per compensare questa emergenza. Grazie ai loro colori poi questi pigmenti sono in grado di attirare insetti ed animali, provvedendo così un aiuto per la riproduzione delle piante e il trasporto dei semi. Inoltre sono in grado di assorbire luce blu-verde e questo è stato dimostrato proteggere le piante nei momenti di illuminazione elevata in combinazione con siccità o basse temperature.
Caratteristiche: Gli antociani sono composti poliaromatici poliossidrilati in grado di reagire con gli ossidanti quali l'ossigeno molecolare e i radicali liberi riducendo così i danni che queste molecole possono provocare alle cellule ed ai tessuti.
Grazie a questa loro attività antiossidanti e antiradicaliche, queste sostanze possono essere molto utili per i loro impieghi in medicina. Questi pigmenti sembrano proteggere contro la fragilità capillare , e contro vari processi di invecchiamento o modificazioni cellulari provocati dall'ossigeno, tra cui processi infiammatori e modificazioni cancerogene  Alcune di queste attività sono le stesse riscontrate nel vino.
Questi pigmenti possono essere inoltre utilizzati come indicatori di pH, virando dal rosso al violetto o blu con l'aumentare dell'alcalinità dell'ambiente.
Gli antociani sono anche impiegati come additivi alimentari e sono presenti come colorante rosso antociano (E163), usato in marmellate e altri alimenti normalmente con pH acido come lo yogurt.
Industrialmente le antocianine si estraggono dalla buccia dell'uva rossa, come sottoprodotto dell'industria enologica. L'estrazione avviene con acidi diluiti e il prodotto è un liquido contenente zuccheri, acidi, sali e pigmenti originariamente presenti nella buccia. Per essiccazione si ottiene una polvere idrosolubile relativamente ricca in questi pigmenti.
 

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